Condividiamo di seguito il saluto della Presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri di Pistoia, dottoressa Paola David, alla cerimonia del 2 giugno svoltasi a Pistoia.
Cari colleghi celebriamo oggi il 2 giugno, data fondativa della nostra Repubblica, che nel 1946 segnò l’inizio di un nuovo cammino collettivo, fondato su principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e partecipazione democratica. È una festa di tutti, non solo delle istituzioni, perché parla della nostra identità comune e dei valori che ci uniscono.
Come Presidente dell’Ordine dei Medici della nostra provincia, sento il dovere di sottolineare quanto la professione medica sia intimamente legata a quei valori che la Costituzione della Repubblica Italiana sancisce nei suoi articoli fondamentali. L’articolo 32, in particolare, proclama la tutela della salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”. Una formulazione che ancora oggi costituisce un riferimento etico e civile di straordinaria attualità.
Noi medici siamo chiamati quotidianamente a tradurre quel principio in pratica, operando non solo come tecnici della cura, ma anche come garanti della dignità, dell’equità e del rispetto della persona. È nel nostro agire quotidiano che i valori repubblicani si fanno vivi: ogni diagnosi, ogni ascolto, ogni trattamento è una forma concreta di esercizio della cittadinanza.
Nel tempo della Repubblica, la medicina non è mai stata soltanto scienza, ma anche responsabilità sociale. Lo abbiamo visto con forza durante la pandemia, quando il Paese ha riscoperto – spesso nel sacrificio di tanti nostri colleghi – quanto la salute pubblica sia un bene comune da proteggere con unità, coraggio e competenza. E lo vediamo ogni giorno nel contrasto alle disuguaglianze sanitarie, nella promozione della prevenzione, nella difesa del servizio sanitario nazionale, che rappresenta uno dei più alti esempi di applicazione concreta dei principi costituzionali.
Oggi quei valori sono ancora più chiamati alla prova. L’evoluzione tecnologica, l’allungamento della vita, le sfide ambientali e le nuove vulnerabilità sociali ci chiedono di rinnovare lo spirito repubblicano del nostro agire medico. Di non limitarci alla prestazione, ma di esercitare una medicina umana, equa, trasparente, partecipativa.
La Repubblica, nel suo significato più profondo è cosa di tutti. Anche la salute, quindi, è cosa di tutti. E in questa visione collettiva, il medico non è solo professionista, ma cittadino attivo, presidio di umanità, voce della comunità.
Per questo oggi non celebriamo soltanto una data,ma riaffermiamo un impegno: quello di servire la Repubblica attraverso la nostra competenza, la nostra deontologia e la nostra coscienza. Di contribuire, con il nostro lavoro, alla costruzione di una società più giusta, più solidale, più attenta ai bisogni delle persone.
Che la Festa della Repubblica sia allora anche una festa della cura. Cura dei corpi, ma anche delle relazioni, delle istituzioni, del patto civile che ci lega gli uni agli altri.