“Curare senza paura è più di un’indicazione o di un titolo ma rappresenta il significato più profondo del patto di cura fra medico e paziente. Nel momento stesso in cui questo viene meno si mette a rischio la cura stessa. Le violenze sul personale sanitario e socio sanitario, purtroppo in incremento, rappresentano un rischio inammissibile e, nel nostro territorio, abbiamo cercato da sempre di prevenirle attraverso una stretta collaborazione con le Istituzioni e l’Azienda fino al raggiungimento, nello scorso luglio, della ratifica di un Protocollo con la Prefettura di Pistoia proprio in tema di sicurezza”. Con queste parole la Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Pistoia e componente del Comitato Centrale FNOMCeO, dott.ssa Paola David, ha commentato a margine del convegno “Curare senza paura” tenutosi presso il Teatro del Collegio dell’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani) di Perugia, promosso dal Presidente Fondazione ONAOSI dott. Amedeo Bianco, in occasione della Giornata nazionale contro le violenze sugli operatori sanitari e socio-sanitari che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali del Governo, della Regione Umbria e del Comune e Prefettura di Perugia, oltre ad associazioni di cittadini e rappresentanti di Emergency, Medici Senza Frontiere e Medici con l’Africa CUAMM. “Parlando di contrasto alla violenza – prosegue David – la Federazione Nazionale ha presentato un documento estremamente attuale in questo momento storico, che riguarda la violenza sul personale sanitario che diventa bersaglio negli scenari di guerra e condanna fermamente ogni conflitto armato ed ogni discriminazione partendo dal principio che ogni atto di cura è un atto di pace, volto a ricostituire il benessere di ciascun individuo in difesa della vita”.

La Giornata è infatti terminata con la consegna del manifesto “Medici e Pace” che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri nelle mani del custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi, Fra Marco Moroni. “Essere medici oggi – chiosa David – significa assumersi una responsabilità storica, costituzionale ed europea: custodire i diritti, sollevare la sofferenza, difendere la dignità umana, costruire la pace ogni giorno”.